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Informativa sul Trattamento dei Dati Personali

ai sensi degli artt. 13-14 del Regolamento UE 2016/679 – GDPR

Titolare del Trattamento

01BIT S.r.l.
Via Ofanto, 24 – 59100 Prato (PO)
P.IVA: 02355500972
Email: info@01bit.it
PEC: amministrazione@pec.01bit.it
Tel: +39 0574 021024
Contatto privacy: privacy@01bit.it

La presente informativa si applica al portale web Lettore Presenze e all’applicazione mobile Lettore Presenze per dispositivi Android e iPhone (iOS).

1. Dati raccolti e finalità

Navigazione (solo portale web): indirizzo IP, pagine visitate, data e ora di accesso; il tipo di browser è registrato nei log tecnici del server web, se attivi, e da Google Analytics solo previo consenso. Finalità: sicurezza del sistema e diagnostica tecnica. Base giuridica: legittimo interesse (art. 6.1.f GDPR). Le statistiche di utilizzo del sito sono prodotte soltanto con Google Analytics, previo consenso, tramite un identificativo pseudonimo memorizzato in un cookie.

Dati tecnici delle richieste (portale web e app mobile): i server di 01BIT S.r.l. registrano nei log tecnici, per ogni richiesta ricevuta anche dall’app, l’indirizzo IP di provenienza, la data e l’ora, l’indirizzo richiesto (che può contenere codici numerici di azienda o dipendente e le date consultate) e l’esito. L’indirizzo IP non viene usato per localizzare il lavoratore. Finalità: sicurezza e diagnosi dei malfunzionamenti. Base giuridica: legittimo interesse (art. 6.1.f GDPR).

Accesso alla piattaforma e all’app: credenziali di accesso (per i dipendenti: email e password di accesso cifrata; per clienti e amministratori: username e password cifrata; anche rivenditori e consulenti del lavoro accedono con username e password). All’account è associato un indirizzo email, usato per il recupero della password. Sul portale web ogni utente, dipendenti compresi, può attivare facoltativamente la verifica in due passaggi: in tal caso vengono conservati anche la chiave segreta per l’app di autenticazione e i codici di recupero. Le credenziali sono create da 01BIT S.r.l., dall’azienda di appartenenza o dal rivenditore autorizzato che la segue; l’utente può in seguito modificare la propria password dall’app o dal portale, anche con la procedura di recupero via email. Per clienti, amministratori, rivenditori e consulenti che accedono al portale vengono registrati data, ora e indirizzo IP dell’ultimo accesso, sovrascritti a ogni accesso successivo; il portale conserva inoltre log tecnici delle impersonificazioni e delle richieste di reimpostazione della password (compreso l’indirizzo email del destinatario). Gli accessi all’app non vengono registrati dall’applicazione, fatti salvi i dati tecnici delle richieste descritti sopra. Sull’app, dopo l’accesso, vengono memorizzati sul dispositivo un token di sicurezza (JWT), nell’archivio protetto del sistema operativo, e i dati essenziali del profilo (identificativo, nome, ruolo, azienda, versione del servizio e scadenza della sessione); questi dati restano sul dispositivo fino all’uscita dall’app (logout). Chi accede all’app come Cliente e lavora anche come dipendente dell’azienda può collegarvi il proprio accesso da dipendente, inserendone email e password, per passare da un ruolo all’altro senza ripetere l’accesso: la password non viene conservata, e sul telefono restano, nell’archivio protetto del sistema operativo, un codice di collegamento firmato da 01BIT S.r.l. e, tra i dati del profilo, l’identificativo e il nome del dipendente e il nome dell’azienda. Il codice non viene memorizzato sui server di 01BIT S.r.l.; smette di valere quando cambia una delle due password o uno dei due accessi viene disattivato, e viene cancellato dal telefono quando l’utente lo toglie, cambia la password dall’app, esce dall’app o quando sullo stesso telefono accede un altro utente. Se l’utente attiva l’accesso con impronta o volto (facoltativo, vedi i permessi dell’app), sul telefono restano anche il nome utente e la password, quest’ultima cifrata con una chiave del dispositivo che si apre solo dopo il riconoscimento: non vengono trasmessi a nessuno e si cancellano uscendo dall’app, cambiando la password dall’app o disattivando l’opzione dal profilo. Finalità: autenticazione e sicurezza. Base giuridica: esecuzione del contratto (art. 6.1.b GDPR).

Dati di presenze e orari lavorativi: nome e cognome dei dipendenti, orari di entrata e uscita, timbrature, assenze, straordinari, ferie e permessi, dati aziendali del datore di lavoro. Tali dati, già gestiti sul portale web, sono consultabili anche tramite l’app (in base al ruolo), compresi i turni di lavoro assegnati e il saldo delle ore; l’app consente al dipendente di inviare richieste di ferie/permessi, anche per più giorni, comunicazioni di malattia e richieste di correzione delle proprie timbrature. Se l’azienda lo prevede, alla timbratura dall’app il dipendente può indicare un codice lavoro (ad esempio il cantiere o la commessa), registrato con la timbratura come avviene sui rilevatori; l’ultimo codice scelto resta sul telefono per riproporlo. Finalità: gestione delle presenze e degli orari lavorativi. Base giuridica: esecuzione del contratto (art. 6.1.b GDPR) e adempimento di obblighi legali in materia di lavoro (art. 6.1.c GDPR).

Badge di riconoscimento (portale web): per le aziende che usano rilevatori con lettore di codici a barre, il portale assegna al dipendente un numero di badge e ne stampa la tessera di riconoscimento prevista dall’art. 18, comma 1, lettera u) del d.lgs. 81/2008: ragione sociale, indirizzo e partita IVA del datore di lavoro; nome e cognome, fotografia, data di nascita, data di assunzione e matricola del dipendente; il codice a barre con il numero del badge. Questi dati sono inseriti dall’azienda e sono facoltativi (sulla tessera compare solo ciò che è compilato); restano nell’anagrafica del dipendente, visibili agli utenti dell’azienda abilitati al suo reparto e agli amministratori. La tessera è un file PDF che l’azienda scarica e stampa e che non viene conservato sui server. Finalità: identificazione del personale e funzionamento dei rilevatori. Base giuridica: obbligo di legge (art. 6.1.c GDPR) ed esecuzione del contratto di lavoro (art. 6.1.b GDPR).

Richieste di ferie e permessi: con la richiesta l’app trasmette il tipo di assenza, la data, le ore e un’eventuale nota libera del dipendente. Chi decide per l’azienda può aggiungere una nota di risposta, e vengono registrati le ore approvate, l’autore e la data della decisione. Le note sono visibili al dipendente, ai referenti dell’azienda e agli amministratori, e sono conservate insieme alla richiesta. Nelle note è bene non inserire informazioni sulla salute o altri dati particolari (art. 9 GDPR): per queste comunicazioni vanno usati i canali previsti dal datore di lavoro. Oltre ai tipi di assenza di sempre (ferie, permessi, ROL, ex festività, flessibilità, banca ore), l’azienda può definirne di propri, abilitare solo quelli che usa e, per un tipo proprio, tenere un saldo di ore per ciascun dipendente, che le richieste approvate riducono. Il nome di un tipo proprio compare nelle richieste, nel portale e nell’app, ma non nelle notifiche push e nelle email di avviso, che indicano soltanto «un’assenza».

Comunicazioni di malattia (app mobile, versione Platinum): il dipendente può comunicare dall’app il periodo di malattia e il numero di protocollo del certificato medico telematico. L’app accetta per il protocollo soltanto cifre e trattini e non chiede la diagnosi, che il certificato destinato al datore di lavoro non riporta. La comunicazione, con data e ora di invio, è visibile al dipendente dall’app e, nel portale, agli utenti dell’azienda abilitati al reparto del dipendente e agli amministratori, che possono segnarla come presa in carico (con data e autore); i consulenti del lavoro non la vedono. Ai referenti dell’azienda arriva un’email con il nome del dipendente e il periodo, senza il numero di protocollo, e agli utenti con ruolo Cliente che usano l’app una notifica push che non indica né il dipendente né il periodo. Il dato che il dipendente è assente per malattia riguarda la salute: è trattato solo per gli obblighi del datore di lavoro in materia di lavoro (verifica dell’assenza e sua giustificazione). Base giuridica: adempimento di obblighi legali (art. 6.1.c GDPR) e art. 9.2.b GDPR.

Richieste di correzione delle timbrature (app mobile e portale web): il dipendente può segnalare una timbratura dimenticata o sbagliata indicando giorno, ora, verso ed eventualmente la timbratura da correggere e una nota. Chi gestisce le presenze dell’azienda la accetta o la rifiuta, con un’eventuale nota; se accetta una timbratura dimenticata, questa viene inserita come timbratura manuale con l’autore della decisione; una timbratura sbagliata la sistema l’azienda dal portale. Della richiesta restano data e autore della decisione. Il dipendente vede l’esito e può ritirare una richiesta non ancora decisa. Finalità e base giuridica: le stesse dei dati di presenze e orari.

Cedolini e Certificazione Unica (portale web e app mobile): l’azienda, o il consulente del lavoro a cui si appoggia, carica sul portale i PDF prodotti dal programma paghe, anche in un unico file con tutti i dipendenti. Il portale estrae il testo delle pagine e lo usa soltanto per riconoscere nome e cognome o codice fiscale del dipendente a cui ciascuna è destinata: il testo non viene conservato né usato per altro. Il portale propone quindi l’abbinamento: il documento viene consegnato solo dopo la conferma di chi carica. Il documento è conservato sui server di 01BIT S.r.l. con la data di consegna, l’utente che lo ha caricato e un’impronta del file (SHA-256); il dipendente lo consulta e lo scarica dalla propria area riservata del portale o dell’app, e ogni apertura è registrata con data, ora e canale (portale o app): è la prova di consegna, visibile a chi ha caricato il documento. Il dipendente riceve un avviso per email e, se usa l’app con le notifiche consentite, una notifica push: nessuno dei due contiene il documento. Aperto dall’app, il PDF viene salvato temporaneamente nell’area riservata all’app sul telefono per mostrarlo con il lettore PDF del dispositivo, e viene cancellato quando si apre un altro documento o si esce dall’app. Un documento sbagliato, o sostituito da uno corretto dello stesso periodo, viene ritirato: il file è cancellato subito e restano i dati della consegna e delle aperture. I cedolini possono contenere dati particolari (ad esempio assenze per malattia o trattenute sindacali): sono visibili al dipendente, a chi li ha caricati, agli utenti dell’azienda abilitati al reparto del dipendente e agli amministratori. Finalità: consegna al lavoratore del prospetto di paga e della Certificazione Unica, con la prova della consegna. Base giuridica: adempimento di obblighi legali (art. 6.1.c GDPR) e, per i dati particolari, art. 9.2.b GDPR.

Verifica della presenza in sede (app mobile): la verifica della presenza in sede riguarda la timbratura dall’app mobile e, con le differenze descritte nel paragrafo successivo, quella dal browser. La presenza è accertata con una fra tre modalità (posizione, rete Wi-Fi, tag NFC), che l’azienda sceglie per le singole sedi e che vengono configurate, su sua richiesta, da 01BIT S.r.l. (l’abilitazione della timbratura da app anche dal rivenditore autorizzato). Per timbrare ne basta una, e al sistema arriva solo il riscontro di quella riuscita. Se sono attive più modalità, quando il lavoratore preme Entrata o Uscita l’app prova da sé prima la rete Wi-Fi; se non riconosce un access point aziendale prova la posizione; se nessuna delle due riesce propone il tag NFC, che il lavoratore può anche usare direttamente. La verifica sul telefono avviene subito prima della conferma della timbratura. Posizione: il confronto fra la posizione del telefono e le sedi avviene interamente sul dispositivo; le coordinate non vengono trasmesse né memorizzate e al sistema arriva soltanto la sede riconosciuta. L’app controlla sul dispositivo anche che la posizione sia rilevata in quel momento e non sia fornita da un’app che la simula: in caso contrario la timbratura con la posizione non è consentita e si può usare un’altra modalità; l’esito di questo controllo non viene trasmesso né memorizzato. Rete Wi-Fi: l’app legge l’identificativo tecnico dell’access point a cui il telefono è connesso (BSSID) e lo confronta sul dispositivo con l’elenco degli access point delle sedi aziendali ricevuto dai server di 01BIT S.r.l.; senza connessione usa l’ultimo elenco ricevuto. Il BSSID è trasmesso ai server di 01BIT S.r.l. solo insieme a una timbratura e solo se il telefono lo riconosce fra gli access point aziendali: subito se c’è connessione, altrimenti quando la connessione torna disponibile o dopo un nuovo accesso all’app; fino all’invio resta salvato sul telefono. Se nel frattempo l’azienda ha disattivato quell’access point, il server rifiuta la timbratura. Gli identificativi di reti non aziendali (ad esempio quella di casa) non vengono trasmessi. Il BSSID identifica un apparato di rete, non l’utente. Tag NFC: i dati letti dal tag installato presso la sede sono trasmessi al server, che ne verifica l’autenticità con un controllo crittografico e individua la sede. Per la rete Wi-Fi e il tag NFC la verifica viene quindi ripetuta (Wi-Fi) o eseguita (NFC) dai server di 01BIT S.r.l. quando ricevono la timbratura; senza connessione questo può avvenire più tardi, entro 7 giorni. Della timbratura vengono registrati data e ora della timbratura (ricostruite dal server, vedi sotto), data e ora di ricezione sul server, il verso (entrata o uscita), l’origine da app, la sede riconosciuta, la modalità di verifica, l’elemento che l’ha consentita (identificativo dell’access point aziendale o del tag NFC) e il dispositivo con cui si è timbrato. Nel dettaglio della timbratura sul portale l’azienda vede anche l’ora di arrivo e può quindi accorgersi di un invio in ritardo. Finalità: accertamento della presenza in sede ai fini della rilevazione presenze. Base giuridica: esecuzione del contratto (art. 6.1.b GDPR) e adempimento di obblighi legali in materia di lavoro (art. 6.1.c GDPR).

Timbratura dal browser (portale web, se l’azienda la attiva): il dipendente può timbrare anche dalla pagina «Timbra» del portale, se la sua azienda ha attivato questa possibilità (separatamente dalla timbratura da app) e la regola impostata per lui non la esclude. Valgono le verifiche di sede dell’app, tranne la rete Wi-Fi, che il browser non può leggere. Posizione: quando il dipendente preme Entrata o Uscita il browser chiede, una volta sola, la posizione del dispositivo; il confronto con le sedi avviene nel browser e al portale arriva soltanto la sede riconosciuta, mai le coordinate, la distanza o la precisione. Se la posizione è meno precisa del raggio della sede (come accade spesso da un computer) la timbratura non è consentita. La posizione non viene letta in altri momenti né in background. Tag NFC: avvicinando il telefono al tag installato in sede si apre la pagina del portale con la lettura del tag, che il server verifica con lo stesso controllo crittografico dell’app; la lettura vale per una sola timbratura, entro 3 minuti, e non può essere riutilizzata (ad esempio riaprendo l’indirizzo dalla cronologia del browser). Per impedirne il riuso il server registra tag, numero progressivo della lettura e momento nel registro delle operazioni descritto sotto. Senza riscontro: solo per chi ha la regola che lo prevede (ad esempio trasferte), come nell’app; la timbratura lo dichiara. Della timbratura vengono registrati data e ora (del server), verso, origine «da browser», sede, modalità di verifica, per il tag il suo identificativo e l’eventuale codice lavoro; non viene registrato alcun identificativo del dispositivo. Finalità e base giuridica: le stesse della verifica della presenza in sede.

Dispositivo usato per timbrare (solo app mobile): con la timbratura l’app trasmette la piattaforma del telefono e l’identificativo che il sistema operativo assegna all’app su quel telefono (su Android l’ANDROID_ID, che non cambia se l’app viene reinstallata; su iPhone l’identificativo per lo sviluppatore, identifierForVendor, che cambia se si disinstallano tutte le app di 01BIT S.r.l. dal telefono) oppure, se non è disponibile, un codice casuale generato dall’app. Il sistema tiene l’elenco dei dispositivi con cui ciascun dipendente ha timbrato, con piattaforma e data del primo e dell’ultimo utilizzo, visibile nella scheda del dipendente sul portale agli utenti dell’azienda, al rivenditore e a 01BIT S.r.l. Finalità e base giuridica: le stesse della verifica della presenza in sede.

Registro delle operazioni inviate dall’app: per ogni timbratura, richiesta di ferie/permessi, comunicazione di malattia o richiesta di correzione inviata dall’app, i server di 01BIT S.r.l. tengono un registro tecnico separato dalla timbratura, che comprende anche le operazioni non accettate: codice casuale dell’operazione, lavoratore, tipo di operazione, esito ed eventuale motivo del rifiuto (ad esempio rete Wi-Fi non autorizzata, lettura del tag NFC già usata, timbratura troppo vecchia), ora indicata dal telefono, ora ricostruita, ora di arrivo ai server, annotazione di un’eventuale incoerenza fra le due ore, versione dell’app e, per il tag NFC, identificativo del tag e numero progressivo della lettura (registrati per ogni timbratura con il tag). Il registro serve a stabilire l’ora dell’operazione (della timbratura o della creazione della richiesta), a rifiutare le timbrature troppo vecchie, a evitare registrazioni doppie e a impedire il riutilizzo delle letture dei tag. Non è consultabile dal portale: vi accede soltanto il personale tecnico di 01BIT S.r.l. per assistenza e verifica. Finalità e base giuridica: le stesse della verifica della presenza in sede.

Utilizzo senza connessione (solo app mobile): ogni timbratura, richiesta di ferie/permessi, comunicazione di malattia o richiesta di correzione viene prima salvata nell’area riservata all’app sul dispositivo e poi inviata ai server di 01BIT S.r.l. Se manca la connessione, o se l’accesso all’app è scaduto, l’operazione resta sul dispositivo finché non può essere inviata: l’invio avviene quando la connessione torna disponibile e l’app è in esecuzione (l’app non usa servizi in background per inviarla) e, se l’accesso è scaduto o l’utente è uscito dall’app, solo dopo un nuovo accesso dello stesso utente. Con l’accesso scaduto il dipendente può comunque timbrare o inviare richieste, che partono al successivo accesso. Sul dispositivo restano i dati dell’operazione destinati all’invio (mai la posizione), una sua descrizione con data, ora e stato, e l’ultima configurazione ricevuta dall’azienda: nome, indirizzo e coordinate delle sedi, identificativi degli access point aziendali, tipi di assenza e codici lavoro. La configurazione permette di fare sul dispositivo, anche senza connessione, il controllo di posizione o Wi-Fi; la verifica del tag NFC e la verifica definitiva avvengono sul server all’invio, e l’operazione può quindi essere rifiutata. Per timbrare senza connessione occorre aver scaricato almeno una volta la configurazione. A invio avvenuto i dati dell’operazione vengono cancellati dal dispositivo e ne resta per 7 giorni solo l’esito; le operazioni non accettate restano consultabili sull’app per 30 giorni. L’utente può vedere dall’app le operazioni ancora da inviare e quelle non accettate (la voce compare nella pagina iniziale quando ce ne sono) ed eliminarle. All’uscita dall’app (logout) vengono cancellati dal dispositivo i dati del profilo, la configurazione e gli esiti delle operazioni già inviate o non accettate; restano soltanto le operazioni non ancora inviate, che partono al successivo accesso dello stesso utente. Per stabilire l’ora effettiva di un’operazione inviata in ritardo, l’app trasmette l’ora segnata dal telefono, il tempo trascorso dall’accensione del dispositivo al momento dell’operazione e al momento dell’invio, un identificativo tecnico dell’accensione del dispositivo in ciascuno dei due momenti, un codice casuale dell’operazione e la versione dell’app: servono a ricostruire l’ora della timbratura, che non dipende quindi dall’orologio del telefono, e a evitare che un invio ripetuto la registri due volte, e sono conservati nel registro delle operazioni descritto sopra. Le timbrature la cui ora risulta di oltre 7 giorni precedente all’arrivo sul server vengono rifiutate (il rifiuto e il motivo sono registrati) e vanno inserite dall’azienda tramite il portale. Su Android i dati che l’app salva sul dispositivo sono esclusi dal backup automatico e dal trasferimento su un nuovo telefono; su iPhone possono essere compresi nel backup del telefono (iCloud o computer), se l’utente lo ha attivato, con le protezioni di Apple. Finalità e base giuridica: le stesse della verifica della presenza in sede.

Notifiche push (solo app mobile): il cliente (utente dell’azienda con ruolo Cliente che ha effettuato l’accesso all’app) riceve una notifica quando un dipendente invia dall’app una nuova richiesta di ferie/permessi o una comunicazione di malattia (in questo caso senza indicare il dipendente né il periodo); il dipendente che ha effettuato l’accesso all’app riceve una notifica quando la sua richiesta viene accettata, accettata parzialmente o rifiutata dall’app, anche in caso di modifica di una decisione precedente, quando l’azienda, dal portale web, avvisa che sono pronti i turni del mese del suo reparto, e quando gli viene consegnato un cedolino o la Certificazione Unica (la notifica dice solo che il documento è disponibile). Per le altre richieste e decisioni gestite dal portale web non viene inviata alcuna notifica push. Per recapitare le notifiche l’app ottiene, tramite la libreria Firebase Cloud Messaging di Google LLC inclusa nell’app, un identificativo dell’installazione dell’app (token), creato solo dopo l’accesso e solo se l’utente consente le notifiche. Il token è conservato sul telefono e memorizzato sui server di 01BIT S.r.l., associato all’utente (ruolo e identificativo), alla piattaforma del dispositivo e alla data di registrazione, soltanto per i ruoli che ricevono notifiche (Cliente e Dipendente); per chi ha collegato i propri accessi da Cliente e da dipendente il token è associato a entrambi, così le notifiche dei due ruoli arrivano sullo stesso telefono; insieme al titolo e al testo della notifica transita per Firebase Cloud Messaging per la consegna sul dispositivo. Sugli iPhone Firebase Cloud Messaging consegna le notifiche attraverso il servizio Apple Push Notification service di Apple Inc.: l’app ottiene dal sistema anche un identificativo per questo servizio, che passa dal telefono a Firebase e non viene memorizzato sui server di 01BIT S.r.l., e il titolo e il testo della notifica transitano anche per Apple. L’app riconferma il token almeno ogni 30 giorni. Il token viene rimosso dai server di 01BIT S.r.l. quando l’utente esce dall’app, anche con l’accesso scaduto (senza connessione, alla successiva apertura dell’app), quando nega o revoca il permesso notifiche (alla successiva apertura dell’app), quando Firebase lo rinnova e quando Firebase lo segnala come non più valido, ad esempio dopo la disinstallazione dell’app, al primo invio successivo; all’uscita dall’app il token viene anche revocato presso Firebase. I token non riconfermati da 90 giorni vengono cancellati. Finalità: invio delle notifiche di servizio. Base giuridica: esecuzione del contratto (art. 6.1.b GDPR).

Promemoria di timbratura (solo app mobile, facoltativi): sono spenti finché il dipendente non li attiva dall’app, sul singolo telefono. Quando sono attivi, ogni volta che si torna sulla pagina iniziale l’app legge dai server di 01BIT S.r.l. i turni del dipendente dei prossimi 7 giorni (orari di inizio e fine, festivi e assenze già approvate) e le timbrature del giorno, e ne ricava i promemoria da mostrare all’inizio e alla fine di ogni turno. I promemoria sono notifiche locali: li pianifica e li mostra il sistema operativo del telefono, anche senza connessione e con l’app chiusa, senza passare da Firebase Cloud Messaging; quando suonano l’app non trasmette nulla e non usa la posizione. Per poterli ripianificare anche dopo un riavvio, sul telefono, nell’area riservata all’app, restano l’elenco dei promemoria dei prossimi 7 giorni ricavato dai turni (data, ora e testo, al massimo 20) e le preferenze scelte (attivazione e minuti di anticipo). L’elenco viene cancellato, e le sveglie annullate, quando il dipendente disattiva i promemoria o esce dall’app (logout). Finalità: aiutare il dipendente a ricordarsi di timbrare. Base giuridica: esecuzione del contratto (art. 6.1.b GDPR).

Modulo di contatto (solo portale web): nome, email, messaggio, telefono. I dati non sono salvati nella piattaforma: sono inviati per email, tramite il fornitore del servizio di posta, alla casella di 01BIT S.r.l. Finalità: risposta alle richieste. Base giuridica: consenso (art. 6.1.a GDPR).

Google reCAPTCHA (solo portale web): il modulo di contatto utilizza il servizio Google reCAPTCHA v2 per la protezione contro invii automatici (spam e bot). Il servizio è fornito da Google LLC e può raccogliere dati tecnici come indirizzo IP e informazioni sul browser, trasmettendoli a Google. L’utilizzo avviene sulla base del legittimo interesse del titolare alla sicurezza del sito (art. 6.1.f GDPR). Per ulteriori informazioni: Privacy Policy di Google.

Cookie analytics (solo portale web, solo previo consenso): dati aggregati di navigazione tramite Google Analytics. Base giuridica: consenso (art. 6.1.a GDPR).

2. Permessi dell’app mobile

L’applicazione mobile Lettore Presenze richiede i seguenti permessi sul dispositivo (le voci indicate «Android» non esistono su iPhone):

Le modalità di verifica (posizione, Wi-Fi, tag NFC) sono attivate per le singole sedi e ne è sufficiente una. La posizione è consultata soltanto nel momento in cui il lavoratore timbra: l’app non traccia gli spostamenti e non rileva la posizione in background. Anche senza connessione la posizione è usata solo sul dispositivo e non viene salvata.

L’app non accede a fotocamera, contatti, file dell’utente o altri contenuti personali del dispositivo. Oltre a quanto indicato sopra, legge lo stato di attivazione della localizzazione e dell’NFC.

3. Struttura degli accessi ai dati

La piattaforma è organizzata per azienda:

Sull’applicazione mobile l’accesso ai dati è ulteriormente profilato in base al ruolo:

4. Destinatari dei dati

I dati potranno essere comunicati a:

I dati non vengono venduti né ceduti a terzi per finalità di marketing.

5. Trasferimento dati

I dati sono archiviati su server privati gestiti da 01BIT S.r.l., con ubicazione geografica in Italia. I servizi di Google (Google Analytics, Google reCAPTCHA e Firebase Cloud Messaging) e di Apple (Apple Push Notification service) possono trasferire dati verso paesi extra-UE nel rispetto delle garanzie previste dagli artt. 46-47 GDPR.

6. Conservazione dei dati

7. Cookie (solo portale web)

Il sito utilizza:

L’area riservata può salvare inoltre nel browser (localStorage) le preferenze di visualizzazione, come tema e dimensione del testo.

Le preferenze sui cookie possono essere modificate in qualsiasi momento dal link «Gestisci preferenze cookie» nel piè di pagina delle pagine pubbliche del sito, che riapre il banner. Dopo la revoca Google Analytics non viene più caricato; i cookie di Google Analytics già installati possono essere eliminati dalle impostazioni del browser.

8. Diritti dell’interessato

Ai sensi degli artt. 15-22 GDPR, l’utente ha diritto di:

Per esercitare i propri diritti: privacy@01bit.it

L’utente ha inoltre diritto di proporre reclamo al Garante per la Protezione dei Dati Personali (www.garanteprivacy.it).

Ultimo aggiornamento: ottobre 2026